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flemma

Bisogna avere un po’ di flemma per stare in questa stanza, osservare ed agire. Il pavimento di legno qua e là mostra i segni di vecchi passi, risulta corretto negli interstizi e lucidato al fine di riflettere le luci che sfumano la sala. Le sedie si fronteggiano superbe in due file opposte. Sembrano le sedie di quei salotti buoni che nelle case dei nostri nonni rimanevano chiusi per settimane, mesi, talvolta anni. Sedie buone che aspettavano ospiti importanti ed ora, che hanno mancato quegli appuntamenti, si dispongono ad accoglierci, ordinate e quiete, prive dell’antica tirata a lucido, ma forse più rilassate sotto la coltre di un po’ di polvere e di parecchia anzianità. Un portatile di nuova generazione è appoggiato su un piccolo tavolo nell’angolo e, collegato ad un paio di casse acustiche, ci porta musica di altri tempi. Il bandoneon regge un ritmo avido di spazi sincopati e a tratti sembra toglierti il fiato. Ci vuole flemma a guardare, ascoltare, sedere su queste sedie per scrutare l’altra fila. Lanci uno sguardo e aspetti che ti piova indietro, oppure aspetti, malinconica e sorniona, che ti precipitino addosso occhi languidi. Capita anche che volgi il tuo interesse altrove, direttamente su particolari di minima importanza, apposta affinchè non ti catturi lo sguardo di chi non vuoi. Intanto aspetti, con flemma.

fine prima parte.

~ di Bianca on 25 Maggio 2007. Tagged:

10 Risposte to “flemma”

  1. Bello e letto d’un fiato.
    Qual è la Musica di altri tempi?
    Ciao, Bianca :-)

  2. Il bandoneon, la sala, le sedie che aspettano…su Amfortas, se ancora non ti viene aspetta la seconda parte! ;-)

  3. Tango argentino. Si deve fare contatto visivo per rendersi disponibili ai tanghéri che ti inviteranno a ballare. Ho indovinato?

  4. brava Mullet!

  5. Uff…parlare a me di ballo e come parlare a Putin di diritti civili, che ci posso fare? :-)

  6. amo gli attimi immediatamente precedenti l’inizio del ballo quando il tanghèro viene “scrutato e scruta”, gli altoparlanti iniziano a diffondere la musica e lentamente ci si “annusa”…mi piace molto questo post, attendo il seguito

    maltese

  7. Ho sempre ammirato gli esseri flemmatici. Calmi calmi, fregandosene del tempo che passa, vivono meglio di chiunque altro corra come un pazzo per fare ciò che non ama fare.
    Ed allora leggo. E scrivo. E dico ciò che mi va.

  8. ciao ,
    c’è un’articolo a fine post e una petizione da diffondere e firmare contro la pedofilia , se ti va , vai a questo link :

    http://invisibili.blog.tiscali.it/nw3274204/

    un abbraccio
    __________
    http://www.desaparecidos.it
    soffia il vento della
    ..libertè ..legalitè..FRATERNITE’
    Good morning vietnam

  9. mai visto niente di più elettrico in una sala da ballo, non solo si sente ma si riesce veramente a percepire con ogni altro senso!
    attendo il seguito con quel pizzico di eccitazione!

  10. per non parlare dell’accanimento che gli abitanti di sardegna sanno applicare contro chiunque non faccia parte del loro gruppo. ho visto persone perseguitate, prese di mira da tutta una serie di prese in giro anche pesanti. ho visto ragazzi prendere in giro altri ragazzi per motivi superficiali, ma umilianti, tipo le dimensioni del pene o la.. forma della gnocca.. ho visto accanimento e crudeltà contro i deboli, contro i buoni. i figli della sardegna godono a fare del male agli altri, ma la cosa più incredibile che poi sono anche ipocriti. ho conosciuto un tale che ha scritto un libro in cui narrava numerosi episodi in cui si ergeva a paladino dei deboli, raccontando non senza orgoglio (per i sardi l’orgoglio è l’unica cosa che conta, e anche quando sono buoni, lo sono solo fintanto che la loro immagine ne guadagna) di come difendesse chi veniva preso in giro dai suoi conterranei. ma poi ho visto questa stessa persona prendere in giro lui per primo chi era più debole di lui, e non l’ho mai visto pentito di averlo fatto, come se aver commesso questo male gli avesse dato alla testa e lo avesse reso pazzo, incapace di richiamare in se una qualunque forma di coscienza. ho visto tutto il suo gruppo strngersi intorno a lui e difenderlo, e non ammettere mai la propria perfidia. ho visto i sardi fare guerra a chi non meritava, a chi si era avvicinato a loro con semplicità. li ho visto accusare ingiustamente e poi schernirsi e fare le vittime.
    siete malati, voi sardi. siete perversi. voi siete il male. anche di fronte alla verità non avete il pudore di fare marcia indietro. perseverate. questo è diabolico.
    siete cattivi, ma veramente cattivi. ma in fondo siete stupidi, perchè l’odio che nutrite verso gli altri danneggia voi per primi, e i problemi che la sardegna incontra siete voi che ve li tirate addosso. questa storia che siete delle vittime della storia non è più molto credibile.
    da quel che ho visto tra i giovani della sardegna, le vittime sono gli altri, voi sardi siete dei carnefici, e se poi vi tocca fuggire dalla vostra stessa terra perchè qui non riuscite a vivere, se i ricchi di sardegna invece di creare lavoro o imprese preferiscono vivere di rendita.. impoverendo ulteriormente l’economia dell’isola.. potete prendervela solo con voi stessi e con i vostri valori, che danno troppo peso al prestigio personale e poca importanza al lavoro, alla leale concorrenza (leale concorrenza è qualcosa di inconcepibile per un avido invidioso che non sa mettersi nei panni degli altri ma li vuole solo sfruttare). a me dispiace per i poveri sardi, perchè sono guidati da una classe dirigente (sarda), che non ha in nessuno conto il bene della comunità, ma solo il proprio tornaconto personale.
    c’è troppo egoismo in quest’isola, perchè le cose possano andare bene. e infatti non vanno bene. ormai l’unica cosa che vi resta da fare è insistere a parlare bene di voi stessi, che alla fine è l’unica cosa che il vostro smisurato orgoglio vi permette di fare con professionalità.