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cosa si può fare

Cosa si può fare in un Paese come questo, in un momento come questo, in un’età come la mia?! Guardare innanzitutto la situazione con lucidità e senso critico. Il Paese Italia è un Paese in grave crisi economica ed in gravissima crisi sociale. Le divergenze fra ceti ricchi e ceti poveri aumentano, la classe media, quasi a seguire irrimediabilmente le mezze stagioni, sparisce. Quel che è peggio è che sono i ceti più poveri ad avere su di sè il maggiore peso della tassazione. I grandi ricchi hanno grandi mezzi e grandi commercialisti che aiutano grandi evasioni. I grandi politici non se ne preoccupano, perchè sono gli evasori i loro grandi elettori.

dialogo 

Eppure non credo che possiamo imputare tutte le colpe della crisi del nostro Paese alla classe politica. Le colpe di chi ci ha reso un Paese arretratissimo rispetto agli altri Paesi europei sono da rintracciare in ogni ambiente. Se i giovani non riescono ad accedere a lavori decenti, per retribuzione e/o per durata dei contratti, la colpa non è semplicemente dell’imprenditore, ma anche di chi nei decenni scorsi ha conservato un posto di lavoro sebbene facesse di tutto per lavorare il meno possibile. La colpa di questa serrata sul lavoro è anche di quei sindacalisti che difendevano a spada tratta anche i lavoratori inadempienti, ed ora ignorano la voce dei trentenni che lavorano a contratti mensili per paghe da fame. La colpa della crisi dell’industria non è solo di una tassazione sul lavoro troppo alta, del costo della manodopera. La colpa è anche di imprenditori inefficienti, che hanno rilevato l’azienda di famiglia e l’hanno gestita in prima persona pur non avendo le capacità, nè tecniche, nè gestionali, per farlo.  La scuola e l’università sono ridotte al collasso. La colpa è di docenti incapaci e di baroni nepotisti? In alcuni casi, ci sono anche tali responsabilità. Ma c’è la colpa di tanti governi che hanno sempre e solo tagliato sui fondi, senza inserire alcun percorso virtuoso e/o di controllo. Se i baroni hanno avuto tanta responsabilità, perchè nei nuovi concorsi universitari in commissione ci saranno solo gli ordinari, dunque i baroni?!  Ci si lamenta che in Italia non si fanno figli. Ma come si fa a fare un figlio senza un lavoro? Io ho fatto un figlio da precaria sposata ad un precario. Se non ci fosse stata la mia famiglia d’origine, non ce l’avrei fatta a far vivere decentemente mia figlia. Il Paese Italia non mi ha dato un centesimo per la mia scelta coraggiosa.

Ecco, mi piacerebbe che gli italiani guardassero a quel che sta loro intorno ragionando. Vedendo la copertina, sfogliando le pagine, e cercando di  immaginare cosa c’è dietro ogni pagina. Non che mi piacerebbe che le varie analisi somigliassero alla mia, ma mi piacerebbe che ci fossero tante analisi diverse. Mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse “No, Bianca, hai torto. Questa situazione non è come la vedi tu, per questo e quest’altro ancora. Ripensaci, rifletti”. Invece no. Invece mi sento dire “meglio non pensarci, se ci pensi tanto non puoi fare niente e ti senti male” oppure “eh, ma tu sei troppo negativa”, oppure niente.  Cosa si può fare, se è così difficile persino avere degli interlocutori?

~ di Bianca on 13 Giugno 2010. Tagged: , , , , , , ,

6 Risposte to “cosa si può fare”

  1. come hai ragione in tutto ciò che descrivi,pensa che mio figlio 50anni vive sul filo del rasoio con la prospettiva che chiudano l’attività i datori di lavoro e di conseguenza la sua unica prospettiva è la disoccupazione,essendo nel commercio non può usufruire nemmeno della cassa integrazione,chi mi sa dire a 50anni non essendo specializzato ma operaio semplice come farà a trovare lavoro?L’unica prospettiva che possa vivere io e vivere della mia pensione (1000 € al mese) fino quando?Ho 74 anni non credo di vivere ancora 15anni finchè mio figlio potrà prendere la pensione che fra l’altro dovrebbe pagare privatamente per raggiungere la minima,se non lavora come fa a pagarla?è come un cane che si morde la coda…la speranza è che non chiudano ma ho i miei dubbi…..come invidio chi non ha figli e consiglio a tutti di lasciarli dove sono che se i miei genitori l’avessero fatto ……quante volte vorrei che mia madre avesse fatto un aborto come angioletto l’avrei benedetta tutta la vita ……un saluto Ida

  2. è vero, questa situazione fa rabbia. anche io come te ho scelto di avere un figlio da precaria e con un marito precario. ma se non avessimo potuto contare sull’aiuto economico da parte dei nostri genitori non so dove saremmo finiti. si parla tanto di bamboccioni, bè io non sono ‘bambocciona’ ma dipendo comunque ancora dai miei da un punto di vista economico.
    neanche a me il paese ha dato un centesimo per la mia scelta ma anzi mi sono spesso sentita umiliata e penalizzata per questa scelta.
    siamo agli ultimi posti in europa in fatto di occupazione femminile e anche come crescita demografica. penso sia un fatto gravissimo e molto preoccupante, eppure spesso si sente dire che ‘i ragazzi non vanno via di casa perchè i viaggi e la vita comoda, o non si vogliono prendere responsabilità’, che i figli si fanno tardi o non si fanno affatto perchè ‘abbiamo studiato e mettiamo la carriera al primo posto’, insomma tante giustificazioni, come se tutto questo non fosse il segno di una civiltà che sta collassando.

  3. Ciao Ida, concordo su alcune cose…ma la via della critica deve portare a svolte positive: un po’ d’ottimismo, su!
    Ciao Cosmic Mummy, condivido ma non possiamo non considerare che la voce dei media è così debordante da far sì che molte delle nostre coetanee finiscono per considerare normale “metter su famiglia” tardi e avere il primo figlio a 40 anni. Lasciando da parte i ragionamenti medici scientifici, oltre a quelli personali ed etici, ci sarebbe brutalmente da chiedere: ma conviene far partorire le donne all’età giusta o spendere in sanità per riuscire a farle rimanere incinta a 40 anni?!
    Ciao!

  4. tutti noi si dovrebbe adottare un italiano smarrito e col tempo e la pazienza, leggendogli i giornali e altro, portarlo ad un senso civico decente.

  5. il tuo ragionamento Bianca non fa una piega, ma soprattutto se ci confrontiamo con gli altri paesi europei: facciamo i figli più tardi e di meno, ma allo stesso tempo siamo anche meno scolarizzati e abbiamo una maggior disoccupazione (soprattutto femminile)… c’è qualcosa che non torna. forse la scusa che ‘studiamo di più di una volta’ e quindi vogliamo anche un lavoro migliore e mettiamo questo al primo posto fra gli obiettivi della nostra vita non basta. e non c’è niente di male se si fanno i figli a 40 anni, anzi ben vengano, la cosa preoccupante è che sono più le mamme over 40 che quelle under 30 (anche quelle under 35 non sono poi così tante). è il segnale che le cose vanno male, molto male.

  6. Beh, hai scritto nella sostanza tutto ciò che mi sta ripetendo una mia amica, giovane mamma da qualche tempo.
    Io vi ammiro solo per il fatto che avete fatto questa scelta coraggiosa di mettere al mondo un figlio in un paese che sta diventando ogni giorno più invivibile.
    Soluzioni? Non ne ho, ormai tiro a campare.
    Sei contenta di questo mio commento così costruttivo?
    Ciao Bianca :-)