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se la dai a tutti non sei nessuno

VermeerAnche parlare per slogan può aiutare, in questo momento, in questo Paese. Provo a parlare alle donne, o almeno alle femmine. Cerca di capire, se la dai a tutti non sei nessuno. Pensaci. Ripetila a te stessa, come un mantra, come un training autogeno. Scrivilo sull’agenda, non l’8 marzo, ma tutti i giorni. Se la dai a tutti non sei nessuno. Non guardarmi torvo. Non pensare che io sia una bacchettona moralista, una cattolica con cilicio modello Binetti, una post-vetero-femminista sessantottina. Sono solo una femmina della tua stessa specie, e con una bella esperienza in fatto di uomini, perché ne ho amati, odiati, ci lavoro molto assieme, e li osservo, o meglio, li tengo sotto osservazione. E sono sempre più convinta che se la dai a tutti non sei nessuno. Bada, questo mantra non è un monito contro la prostituzione. Le prostitute non la danno a tutti, ma a clienti paganti. E’ un contratto –su cui si può ovviamente discutere- ma c’è una prestazione ed un prezzo. Inoltre, quello è un mestiere per cui ci vorrebbe anche un po’ di vocazione.

Invece a te, come a tutte noi, sta arrivando il messaggio, dai media, dai colleghi, a volte persino dai genitori, che darla a tutti ti faciliterà la vita. La dai al professore che ha 30 anni più di te per un 30 e lode senza studiare, la dai al selezionatore di vallette per ottenere un posto di lavoro ben retribuito senza sforzarti più di tanto, la dai al tuo primo superiore perché parli bene di te al grande capo, la dai al fidanzato perché magari questa volta ti và a te, di darla via. Alla fin fine, hai ottenuto un 30 e lode, un posto da valletta, una promozione, ma non perché sei brava, intelligente, preparata. Ti dico di più, nemmeno perché sei bella. E’ solo perché l’hai data. Se tu non fossi stata disponibile a dare una prova di così grande generosità del tuo corpo, ti assicuro che una cento volte più cozza di te avrebbe ottenuto, con la medesima strategia, lo stesso risultato. E cosa avresti pensato? “Quella non è più brava di me, non è più bella di me…e mi è passata avanti: solo perché l’ha data”. E sai cosa significa questo? Che qualsiasi risultato otterrà questa persona, non sarà mai perché poi ha dimostrato di essere brava, ha cercato di diventare bella, ha studiato per formarsi una preparazione. Sarà sempre perché l’ha data via, generosamente e scioccamente, come chi sa di non essere nessuno.

C’è un aspetto su cui voglio farti riflettere. Se la dai a tutti, non significa che sei padrona del tuo corpo, ma schiava di esso. Darla a tutti non significa scegliere di darla a tutti, ma scegliere di non scegliere a chi darla. Non nasconderti dietro l’angolo, dicendo che la dai a chi è potente, ti rende ricca e ti dà una posizione. Quando scegli questa strada, sai bene che dietro il potente ci sarà il braccio destro del potente – a cui la darai, perché devi- e poi l‘aiuto del braccio destro –e anche qui, non puoi sottrarti- e così via. Non sei una favorita del re. Sei solo una che se inizia a voler far carriera così, finirà per doverla dare a tutti. Non sto a ricordarti che questo gioco dura poco, perché sei una donna e la biologia ed i suoi tempi li senti addosso ogni luna che passa.

Fin qui solo moniti, preoccupazioni, rimproveri. Ma ti avevo detto di non essere una bacchettona, una moralista, una sessuofoba. E per questo ti voglio spiegare che non darla a tutti ti rende qualcuno e ti rende felice. Se sei padrona del tuo corpo, la tua libertà è nello stare con chi ami, con chi ti piace, con chi scambierà con te qualcosa che non siano solo soldi e liquidi fisiologici. Se non scegli di fare carriera con il tuo corpo, significa che potrai condividere il talamo con il collega che ti piace ed irridere le avances del tuo orrido capo dal culo flaccido, perché a lui le tue abilità sono comunque indispensabili, e deve rispettare la tua libertà, la tua dignità. Quando inizierai ad avere le prime rughe, a non essere totalmente incurante della forza di gravità, non sarai irrisa e abbandonata dalla moltitudine di uomini che prima ti apprezzavano, ma sarai circondata da persone che continuano a vedere sempre te stessa e a dirti persino che quella ruga attorno agli occhi ti sta bene.

C’è un’ultima cosa, un segreto. Le donne che non si concedono a tutti, che non scelgono la strada più facile, che non pensano di possedere un tesoro a breve scadenza da sfruttare al massimo e al più presto,  hanno una miriade di pensieri nella testa. Pensieri belli e brutti, sogni che devono diventare progetti, progetti che sanno scontrarsi con la realtà, desideri e paure da vivisezionare minuto per minuto. Tutto questo caleidoscopio di idee e di affetti lo sbirci nei loro occhi che sanno brillare come nessun diamante potrebbe, lo trovi in un incedere frettoloso ma sensuale, lo soppesi in un sorriso pensieroso, lo indovini nel loro profumo. Quella, cara lettrice, si chiama bellezza.

Domenica, sciarpa bianca, scendi in piazza con noi.

~ di Bianca on 11 Febbraio 2011.

4 Risposte to “se la dai a tutti non sei nessuno”

  1. Non è un segreto, peggio ancora è una falsità. Ed è pure un poco discriminante a mio avviso.
    Il concetto che le donne che non si concedono a tutti (ma nessuna donna lo fa realmente) siano piene di pensieri è una boiata: tante donne che condividono il loro corpo con pochi o addirittura con uno solo non hanno per questo tanti pensieri, anzi ne conosco che non ne hanno affatto.
    Un esempio sono quelle "oneste" schiave del mito dell’angelo del focolare: stanno a casa a pulire perché così credono sia giusto, danno – orrore! – dei figli al compagno anziché averne assieme, non lavorano perché credono che le donne come loro non debbano farlo. Non hanno passioni, interessi, talvolta mi pare che non esistano proprio, che è peggio di essere delle signorine nessuno.
    Ogni volta che mi sono confrontata con una di queste donne mi sono accorta, anche da quanto molte di loro fossero insoddisfatte, che il loro essere compagne/madri/angelidelfocolare non fosse la diretta conseguenza di una scelta, ma dell’incapacità di scegliere. Plasmano loro stesse nel concetto di "donna giusta" senza avere la capacità ed il coraggio di chiedersi cosa sia giusto per loro.
    Dunque, queste donne di solito l’hanno data a pochi, per questo hanno "pensieri" o meglio, capacità di pensare? che dovrebbe essere il vero fulcro. Sono delle signorine qualcuno? Quasi sempre, loro, non hanno nemmeno una dignità. Questo fa crollare il tuo concetto.
    Queste son cose che le donne inventano per il bisogno di far la differenza, di sentirsi differenti dalle altre – quelle del post.
    Il tuo ragionamento fila anche, ma fino ad un certo punto: tu non tieni conto che una ragazza possa essere cosciente di essere nessuno, di essere una mediocre tra mediocri ed anche di non avere particolari qualità/interessi/intelligenza che le possano permettere di rifulgere e decidere che "darla" per avere un posto ben retribuito sia meglio che lavare cessi. O forse lavare i cessi dovrebbe piacere alle ragazze di non particolare intelligenza e che non hanno qualità per arrivare?
    Purtroppo non nasciamo tutte-i brillanti, non abbiamo nemmeno grandi sogni o la forza di realizzarli, soprattutto non abbiamo tutte-i le stesse possibilità: dall’educazione all’istruzione, dalla capacità di pensiero al sostegno per cui questa può prender forma.
    Il fatto è che sebbene ci siano cose vere in quanto tu hai scritto molte, troppe, altre sono state trascurate. Ed in realtà non possiamo permetterci d’essere categoriche, ci sono troppe sfumature, troppi casi simili ma differenti di cui prender atto e di cui discutere.
    Non è il mio un commento contro di te, ma ci tenevo a commentare perché su tutto discuterne è ciò che può aiutarci maggiormente.

  2. Una precisazione a quanto scritto da me: darla ed intelligenza non sono in antitesi. Da come ho scritto sembro voler intendere questo, in realtà intendevo che dobbiamo anche tener conto che una che “la dà” non è sempre un premio nobel mancato – praticamente mai – che ha mal investito la sua vita.

  3. Ciao Imma, innanzitutto il mio era un post che andava un po’ semplicisticamente per slogan e non intendeva “risolvere” con argomentazioni la questione femminile (ci vorrebbero molte più discussioni di quelle che si stanno iniziando a fare ora…). Soprattutto nel paragrafo incriminato “Le donne che non si concedono a tutti, che non scelgono la strada più facile, che non pensano di possedere un tesoro a breve scadenza da sfruttare al massimo e al più presto, hanno una miriade di pensieri nella testa”, intendevo dire che le donne che scelgono di ottenere risultati con la propria testa e non esclusivamente con il proprio corpo, mi appaiono più entusiasmanti, tutto qui.
    Questo non significa che io non rispetti che decida di far carriera con il proprio corpo, ma semplicemente questa cosa non mi piace. Non mi piace non semplicemente perchè sono moralista, ma perchè se una donna ottiene un lavoro elargendo favori sessuali, un’altra capace come lei o anche di più, ma che non ha voglia di elargire favori sessuali, quel posto invece non l’avrà.
    Per quel che riguarda le donne che si sono “accontentate” di fare gli “angeli del focolare”, non saprei cosa dire. Conosco tantissime donne in carriera che allo stesso modo con cui tu descrivi gli angeli del focolare si ritrovano sole, con un enorme difficoltà a trovare un compagno stabile, ed anch’esse si chiedono se abbiano davvero scelto quello che sono, o se le cose siano andate avanti da sole, trascinandole negli eventi. Ma non per questo, direi, che nè le une, nè le altre, non hanno dignità. Anzi, forse è proprio il riconoscere gli errori, il rendersi conto di essersi lasciate prendere dagli eventi senza scegliere, che mi fa pensare a persone di grande dignità, perchè ci vuole molto coraggio a riconoscere i propri errori.
    Tu scrivi: “non tieni conto che una ragazza possa essere cosciente di essere nessuno, di essere una mediocre tra mediocri ed anche di non avere particolari qualità/interessi/intelligenza che le possano permettere di rifulgere e decidere che “darla” per avere un posto ben retribuito sia meglio che lavare cessi.” Pensi davvero che una persona molto mediocre riconosca di esserlo? Io non ne sarei così sicura. Comunque, di mestieri per persone non particolarmente brillanti ce ne sono molti: la colf, la babysitter, la commessa, la parrucchiera, l’estetista, la cameriera…sono tutti mestieri dignitosi e rispettabili, credo. La differenza sta nel fatto che per qualcuno è più fastidioso lavorare 8 ore al giorno alla cassa di un negozio per portare a casa 1000 euro al mese, per altre sarebbe disgustoso portare a casa 20000 euro al mese andando a letto con un settantenne; direi che è solo questione di gusti e di stomaco.
    Comunque, ribadisco che il mio post giocava su uno slogan, ma è ovvio che non è possibile categorizzare.
    Grazie per il commento.
    Bianca

  4. Le dimostrazioni di sconcerto al femminile del periodo bunga-bunga sono purtroppo passate e forse più che le donne sarebbero potuti essere più incisivi i papà cpntrp i papi.
    Credo ci ritroveremo presto in piazza per le nuove problematiche finanziarie e forse i due temi sono correlati